Nostalgia canaglia – 6 cose che mi mancano troppo.

Oggi The Sillygoose è nostalgica. Tanto lo sapevo, è tutta colpa del Tachifludec, l’ho finito, sto male, ho la polmonite e qua non lo trovo. CVs, Walgreens, ShopRite PERCHE’ MI AVETE ABBANDONATO??

Al Bano e Romina la cantavano anni fa ” Nostalgia, nostalgia canaglia!  Che ti prende proprio quando non vuoi…Ti ritrovi con un cuore di paglia! E un incendio che non spegni mai!” Chissà che non avessero ragione…

“Nostalgia”. Secondo me è anche una bella parola.  Il mio amato Dizionario Treccani  dice che deriva dal greco νόστος «ritorno» e ἄλγος «dolore ». Quando sono partita ero stata avvertita che prima o poi la nostalgia,  quel malessere che qua chiamano “homesickness“, mi avrebbe colpito. Sì, insomma un’altra malattia da aggiungere alla polmonite e alla sfiga. Ci sta.  Ma all’inizio non ci pensi, hai talmente tanti altri problemi per la testa che non ci fai neanche troppo caso. Poi, diciamoci la verità,  ero ben contenta di partire e lasciarmi  l’Italia alle spalle. “Arrivederci Tristezza!” per dirla alla Brunori Sas. Ovviamente lo sapevo che avrei sentito la mancanza dei miei amici, della mia famiglia, della mia città e delle mie abitudini. Ma poi mi sono resa conto che ci sono cose che mi mancano PROPRIO TANTO, Tachifludec a parte.
Quali sono le cose che mi mancano di più? Eccole qua:

1) La colazione al Bar sotto casa con Cappuccino e Brioche a 2/3 euro
Il concetto di “fare colazione” qui non è lo stesso. Per me, per noi italiani, la colazione è quella con cappuccino e brioche magari seduti al tavolino di un bar, niente uova, latte freddo, patate o frutta.
Va bene Starbucks, ma sono sempre 7-9 $ di media per un caffè e un dolcino!

2) L’ora dell’aperitivo
Dalle 17.30 in Italia scatta l’ora dell’aperitivo, l’ora dello Spritz, l’ora di un bicchiere di vino con i grissini, un po’ di finger food. L’ora del  “oh che bello! Ho finito di lavorare!”No. Qua no. Qua come finisci di lavorare è già l’ora di cena. Ma di questo ne parleremo meglio in un altro post…

3) Il bidet
Ebbene sì, con il Boston Tea Party gli americani hanno detto “no” non solo al potere britannico, ma anche al bidet.
Solo recentemente il bidet ha ricominciato a fare capolino nelle case della upper-middle class americana sotto forma di getto d’acqua da sotto la ciambella. Che cosa devo dirvi, better than nothing!

4) La pasticceria
Non c’è ricorrenza, pranzo o cena che tenga senza un po’ di pasticceria fresca sul finale. I bignè, i dolcini con la crema e la frutta fresca, i cannoli siciliani, il pasticciotto pugliese, etc… No, qua o dolci da mille milioni di calorie o niente. Anzi, qua il pranzo si salta pure, sostituito molte volte dal Brunch.

5) Il pranzo della domenica
Partendo dal concetto che per noi la domenica è sacra e domenica vuol dire famiglia e io qua sono da sola e a volte pure lavoro, sì, mi manca anche il pranzo della domenica. Il pranzo della domenica è quello con i parenti, antipasto, primo, secondo, contorni vari, frutta, dolce,  il caffè e, per gli alcolisti come me, l’ammazzacaffè.  E qua? Qua manca.

6) Il caffè
Il caffè per noi italiani è una scusa, si sa. Non è quella tazzina di caffè che ci salverà né dal sonno né dallo stress accumulato, ma è quella scusa per incontrare quel qualcuno, o semplicemente per ritargliarci del tempo per noi. E’ quel motivo per fermarci un attimo.
Qua in America questo concetto di fermarsi un attimo non esiste: prendiamo il caffè per svegliarci e correre da qualche altra parte. Peccato!

E a voi cosa manca?

 

 

 

 

Un abbraccio,

The Sillygoose

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