Ecco perché non dovreste tornare in Italia per le vacanze.

Erano passati già sette mesi dalla mia ultima volta in Italia. Il tempo vola, si sa e avevo quasi deciso di trascorrere la mia settimana di ferie in California. Sì, tra i surfisti gnocchi.  Poi presa dai rimorsi ho cercato un volo per l’Italia con l’intenzione di tornare solo e soltanto se avessi trovato un volo sotto gli 800 dollari.  Controllo e lo trovo: settecentosessanta dollari.

Lo dico ai miei, ai miei nonni, ai miei amici e non vi dico la loro contentezza. Quasi mi sono sentita una merda ad aver pensato di non tornare.

Così preparo le mie valigie, la mia ansia e tutto il resto. Come vi avevo già preannunciato qui non è stato affatto facile. Poi Alitalia non mi fa neanche fare il check-in online, maledetti.  E così mi assegnano pure il posto nella fila di mezzo. Ca%#o, non ci voglio stare, sono da sola e non posso neanche dormire perché ho paura di crollare sulla spalla del vicino. Che figura di merda sarebbe? Ops, scusi l’avevo scambiata per il mio fidanzato. Fidanzato che mi ha lasciata, ma nel caso in cui non lo avesse fatto a quest’ora sarebbe al suo posto e mi farebbe sicuramente appoggiare sulla sua spalla. Avete mai fatto JFK – Milano Malpensa da soli nella fila di mezzo? Mi auguro di no, perché vi giuro che è un dramma. Scusi, devo andare in bagno si può alzare, la hostess che ti usa come tramite per passare il vassoio della cena, della colazione e qualsiasi altra cosa al vicino, e non c’è posto per le gambe e ti toccano il braccio e ti svegliano. O-T-T-O ore così.

Già mezza pentita della mia decisione, atterriamo a Malpensa e sarà che sono le 7.45 del mattino e io odio tutti, non ho dormito un cavolo e come sempre non c’è nessun BONO ad aspettarmi con un bel mazzo di fiori o un trancio di PIZZA all’uscita…No, in realtà non c’è proprio un cazzo di nessuno, manco i miei. Annamobbbbene.

L’unica nota positiva è il milanese che tenta di spiegare la durata della tratta a due stranieri: Se local fifti minuts, se direct vent minuts“. E pare che abbiano pure capito. Beati loro.

Così prendo anch’io il “local” da Malpensa a Centrale e poi arrivo a Firenze con il Frecciarossa. Nessun ritardo, coincidenze perfette. Sono stupefatta. Finalmente l’Italia nel 2018 ha imparato cosa significa arrivare in orario. Bravi.

Dopo ben 22 ore in viaggio, con il jetlag, esausta, affamata e fa pure un caldo della madonna, arrivo a casa. Ma chi me l’ha fatto fare potevo essere a Malibù tra le Kardashian e i surfisti e invece sono qua tra l’umidità e i 35 gradi.

Poi cominciano ad arrivarti i messaggi dei tuoi amici: “allora? sei arrivata?”, “ce l’hai fatta?” , “Americana!! si prende un caffè?”

Insomma è stata una settimana all’insegna di incontri, cene su cene, quality time con la family, i nonni, gli amici, chili in più sulla bilancia. E saranno stati quei giorni, quel tipo di quotidianità, quei chili in più, quel ritmo di vita a farmi riflettere e dire no, non dovevo tornare. Così mi sono messa a pensare, mettendo in discussione tutto ciò che avevo fatto, le mie scelte, il fatto di aver lasciato prima Torino, poi Firenze, i miei amici, la mia famiglia. “Avrò fatto la scelta giusta?” Boh, non lo so.

Per i turisti l’America appare un posto bellissimo, quasi fantastico, quel magico mondo dei film: lavoro, opportunità, mille milioni di cose da fare, gente figa, Sex & the City, etc etc…ma in realtà il tempo qua vola, non si apprezzano le piccole cose, sono tutti ossessionati dai soldi più che dalla felicità, non c’è quel “ci prendiamo un caffè insieme?” e non c’è pure il polpettone di nonna, il dolce alla Nutella e mascarpone di mamma e non c’è neppure la tua migliore amica con il suo “arrivo”. Anzi, il concetto di amicizia qua è molto differente da quello che intendiamo noi in Italia.

Per questo vi dico di non tornare in Italia, perché poi vi mancherà tutto di quella breve intensa settimana e di quel magico posto chiamato CASA.

Scherzo…tornate a casa più che potete, godetevi quei momenti e anche se sareste potute andare in California e magari trovare l’uomo della vostra vita, tornare a casa non ha prezzo (o comunque i miei sono stati 760 $ ben investiti)! Lol.

 

Un abbraccio,

The Sillygoose

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2 risposte a "Ecco perché non dovreste tornare in Italia per le vacanze."

  1. Condivido in pieno! Sono recentemente stata a casa a bologna, maledicendo le 23 ore di viaggio, scalo a Madrid , 4 ore di ritardo .. il caldo afoso di bologna, L assenza dell aria condizionata a casa dei miei .. ma sedermi a tavola con la famiglia a mangiare i tortellini fatti a mano dalla mia nonna mi hanno subito fatto dimenticare il resto e capire quanto sia valsa la pena tornare .. anche solo per 10 giorni . Ciao dalla Florida!!

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    1. Quanto ti capisco…io al ritorno ho fatto scalo ad Amsterdam…5 ore da sola e in più ad Amsterdam non riesci neanche a ricaricare la batteria del cellulare o del computer perché l’aeroporto ha solo le prese della corrente loro….quindi ero lì con la mia birra a fare parole crociate!! haha. Però sì, sono stata davvero contenta di essere tornata…niente tortellini fatti in casa (peccato) ma tanta tanta felicità! 🙂 Un abbraccio

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